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Fact checking: cos’è e perché può servire alla tua impresa

In un’epoca in cui produrre e distribuire notizie non è più un’attività da “addetti ai lavori”, verificare le notizie è fondamentale ed il fact checking può rivelarsi uno strumento importantissimo per le aziende.

Con fact checking si intende la verifica della veridicità delle informazioni, ma soprattutto delle affermazioni e dei dati riportati all’interno di un pezzo giornalistico o più in generale in dichiarazioni pubbliche rilasciate su blog, portali web, social media, etc.

Il fact checking viene applicato in particolare alle informazioni fornite dai politici con l’obiettivo di scongiurare o smascherare dichiarazioni mendaci o comunque foriere di disinformazione.

In era digitale, la rapida diffusione delle notizie, la reperibilità di fonti accreditate e l’accesso alla creazione e distribuzione di contenuti anche da parte di semplici cittadini e non solo degli addetti ai lavori ha ampliato il ricorso al fact checking.

Leggi il nostro recente post sulle fake news.

Le tipologie di fact checking

Il fact checking viene generalmente diviso in ante hoc e post hoc.

Il fact checking ante hoc è quello “classico”, ovvero la verifica delle fonti fatta prima della pubblicazione e della diffusione della notizia. Nelle redazioni esistevano in passato delle figure dedicate a questa specifica attività, che nel tempo, a causa dei tagli alle risorse a disposizione delle redazioni è diventata una skill indispensabile per ogni redattore.

Il fact checking post hoc è, invece, quello effettuato dopo la pubblicazione di una notizia e, sebbene si avvalga degli stessi strumenti di verifica, ha l’obiettivo di confermare o smentire le informazioni e i dati diffusi.

Tale tipologia di fact checking deve la sua crescente importanza al web e alla rapidità e “democraticità” di distribuzione delle notizie che lo caratterizza.

Il fact checking alla prova del web

Proprio per questa ragione i grandi player della comunicazione online, Google e Facebook in particolare, dimostrano di prendere sempre più sul serio la questione.

È notizia recente, ad esempio, la chiusura da parte di Facebook di ben 23 pagine italiane che diffondevano fake news potenzialmente visibili da 2,4 milioni di fan di tali pagine e ad un numero ben più alto di utenti nella rete di questi ultimi. La chiusura è arrivata a seguito di una segnalazione fatta dalla ONG Avaaz dalle cui ricerche era emerso che tali pagine diffondevano notizie false su temi particolarmente sentiti dall’opinione pubblica quali ad esempio immigrazione, vaccini ed antisemitismo.

Anche Google, che suo malgrado rappresenta uno dei veicoli principali di disinformazione attraverso Chrome, il browser ampiamente più utilizzato al mondo, è corso ai ripari.

Il suo “Fact Check Explorer ” è, infatti, un vero e proprio motore di ricerca che consente di individuare solo notizie verificate: basta inserire una parola chiave (ad esempio un argomento o il nome di un personaggio pubblico) per ricevere un elenco di risultati attendibili e verificati.

L’importanza della verifica delle informazioni per le imprese

Il fact checking è fondamentale non solo in ambito giornalistico o politico, ma anche per le imprese.

Ci sono fake news, infatti, che possono danneggiare la reputazione aziendale. Qualche esempio?

Le “bufale” diffuse sulla inefficacia e la pericolosità dei vaccini hanno interessato molto da vicino l’Ordine dei Medici. Ma esistono anche casi di imprenditori diffamati da ex soci che volevano danneggiarli e che si sono ritrovati con i dipendenti fuori dall’azienda a scioperare sulla base di notizie false.

È bene prestare attenzione anche agli attacchi che non riguardano direttamente la propria impresa, ma più in generale il settore merceologico all’interno del quale questa opera.

Nel 2017 e nel 2019, il Guardian, nota testata giornalistica inglese, ma diffusissima in tutto il mondo ha pubblicato notizie secondo le quali il prosecco italiano (ed in particolare il Valdobbiadene) è la causa di gravi danni alla salute dentale ed all’ambiente (a causa della coltivazione intensiva). In entrambi i casi si trattava di fake news create ad hoc per far diminuire l’import di bollicine italiane incentivando il consumo di quelle di Sua Maestà.

In casi come questi è opportuno far sentire la propria voce e raccontare come stanno davvero le cose (ovviamente dopo un attento fact checking supportato da chiare evidenze) attraverso comunicati stampa, conferenze stampa, portali web, canali social. In questo modo si otterrà un ulteriore beneficio: diventare una fonte di notizie credibile per clienti e stakeholders nel proprio settore.

Affinché tali azioni risultino efficaci serve un monitoraggio costante di ciò che viene pubblicato sui social, sul web e sui media in generale, in modo da poter agire istantaneamente.

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