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Come sarà possibile salvare le edicole

I mesi del lockdown non sono stati facili per le principali testate di informazione, soprattutto per il drastico calo nella vendita di spazi pubblicitari a seguito della temporanea chiusura della maggior parte delle attività produttive. Ma dal punto di vista delle vendite di giornali e periodici i risultati sono stati invece positivi.

Su questo avrà sicuramente influito anche il fatto che l’edicola era una delle poche destinazioni alle quali era concesso recarsi anche nel periodo di maggior emergenza. Ora il settore, una volta superato un momento così particolare, si ritrova a fare i conti con un aspetto molto preoccupante sul quale si sta cercando di intervenire: proprio la crisi delle edicole, che non è una congiuntura momentanea ma va avanti da anni.

Edicole dimezzate negli ultimi 15 anni

Una crisi che dunque va avanti da tempo: secondo Sinagi, sindacato nazionale giornalai affiliato alla Cgil, negli ultimi 15 anni quasi la metà delle edicole che erano attive in Italia ha chiuso e di circa 42mila esercizi soltanto 26mila sopravvivono, molti di questi con grande fatica.

In particolare, può sembrare un paradosso, le più colpite sono le edicole nelle grandi città, che potremmo definire edicole “pure”: nei piccoli centri infatti, dove alla vendita di giornali sono sempre abbinati commerci diversi, e questo ha fatto sì che ci siano meno chiusure.

Causa e conseguenza della crisi dei giornali cartacei

Il drastico calo è insieme causa e conseguenza del costante calo nelle vendite dei giornali, siano essi quotidiani o periodici, in forma cartacea, sostituito solo in modo molto parziale dalla vendita di abbonamenti on line: a fare da concorrenza a questa vendita c’è infatti l’ormai ampia disponibilità di canali di informazione gratuita, poco importa se spesso quest’ultima sia poco accurata e approfondita.

Aiuti alle edicole dal Governo, in diverse forme

Anche per questo motivo il Governo sta cercando di attivare iniziative per salvaguardare le edicole, e con esse sostenere l’informazione di qualità. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Andrea Martella, ha ricordato che le edicole “sono un presidio fondamentale per la tenuta democratica del nostro Paese, perché, dal momento che vendono la totalità dei prodotti editoriali, garantiscono il pluralismo”.

Martella ha espresso questo importante concetto presentando un’azione a sostegno del settore: il bonus edicole. È previsto uno stanziamento una tantum per ogni edicola, di 500 euro, inoltre il Governo sta studiando le possibilità di rendere le edicole degli “hub” in cui sia possibile trovare ulteriori servizi, collegati ad esempio con le Asl ed i Comuni, e inoltre ha incrementato il credito d’imposta, estendendolo per la consegna a domicilio dei giornali, al canone di affitto, alle imposte locali e alle spese di connessione.

Richiesta di un margine maggiore per gli edicolanti

Inoltre i Sindacati dei giornalai hanno avanzato richieste affinchè sia destinata alle edicole una parte consistente del finanziamento pubblico per l’editoria, e hanno richiesto agli editori che venga aumentata la marginalità che rimanga a questi esercizi sul prezzo di vendita di giornali e periodici (attualmente per i quotidiani è meno del 18% del prezzo: per un giornale da 1,20 euro, restano poco più di 20 centesimi).

Il futuro è un’integrazione tra servizi

Tra questi provvedimenti quello che segna una strada per il futuro è legato all’aumento dei servizi che le edicole potranno offrire: già oggi è innegabile l’importanza che riveste l’edicola nell’ambito sociale, culturale e democratico del Paese, e come punto di riferimento quotidiano per molti cittadini (o magari settimanale, ma comunque presente con costanza nella vita di molti italiani) ben si presta a diventarlo anche per nuove funzioni.

Resta infatti rilevante il ruolo delle edicole come servizio sul territorio, nel quartiere, in una strada. Un presidio di civiltà, non solo per il valore della lettura, ma anche per il fatto che l’edicola crea comunità. In alcuni Paesi europei questo staus è tenuto in più alta considerazione, con risultati interessanti che meritano di essere guardati come esempi.

Alcune edicole parigine ad esempio negli ultimi anni sono diventate una sorta di “portierato di quartiere”, aggiungendo alla vendita dei giornali servizi se vogliamo “spiccioli” ma molto apprezzati da residenti e turisti: è possibile trovare i contatti per un artigiano che faccia piccoli lavori domestici, un idraulico, un elettricista, fanno da ponte tra domanda e offerta per chi cerca una colf o una badante, insegnanti per ripetizioni o accompagnatori per anziani che debbano spostarsi da casa e hanno difficoltà nel farlo.

I giornalai per non restare stritolati dalla crisi della carta stampata hanno davvero bisogno di inventare nuove fonti di guadagno, è l’unica strada praticabile per il futuro e per salvaguardare quello che rappresenta un elemento di grande importanza non solo economica dell’Italia.

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